Le sei truffe più comuni nella vendita fra privati | Gestionale Auto LabyCar

Le sei truffe più comuni nella vendita fra privati

Le sei truffe più comuni nella vendita fra privati
Quasi tutte le truffe nella vendita di un'auto sfruttano lo stesso momento: quello in cui consegni le chiavi prima di avere i soldi davvero. Non «di avere la promessa dei soldi», non «di aver visto la ricevuta»: di averli.

Chi ti trufferà non sembra un truffatore. È gentile, ha fretta ma non troppa, non tratta più di tanto sul prezzo — anzi, spesso accetta subito, ed è il primo segnale.

1. L'assegno circolare falso

Come funziona. Il compratore paga con un assegno circolare, che tutti considerano sicuro perché è la banca a garantirlo. Il documento è fatto bene: filigrana, carta giusta, timbri. Consegni auto e documenti. L'assegno risulta falso giorni dopo, quando l'auto è già lontana.

Come si riconosce. Non si riconosce guardandolo. Si verifica solo allo sportello della banca emittente, non della tua. Se il compratore ha fretta e insiste che «tanto è circolare», hai già la risposta che ti serve.

La regola. Ci si va in banca insieme, in orario di apertura, e la consegna avviene dopo la verifica. Un compratore vero non ha niente in contrario.

2. Il bonifico che non arriva mai

Come funziona. Ti mostra sul telefono la contabile del bonifico, o te la manda in PDF. Sembra fatto. In realtà un bonifico ordinario può essere revocato prima dell'esecuzione, oppure la contabile è semplicemente falsa: è un documento che chiunque può costruire.

Come si riconosce. Non guardare la ricevuta: guarda il tuo conto. L'unica prova è il denaro accreditato e disponibile sul tuo saldo.

La regola. O aspetti l'accredito effettivo, oppure si usa il bonifico istantaneo, che è irrevocabile e arriva in pochi secondi. Un compratore in buona fede lo fa senza discutere.

3. Il finto acquirente a distanza

Come funziona. Scrive da un'altra regione o dall'estero, non viene a vedere l'auto, è entusiasta. Manda «per errore» più del pattuito e chiede la differenza indietro. Oppure organizza un trasportatore che passa a ritirare il veicolo «appena parte il bonifico».

Come si riconosce. Compra un'auto usata senza vederla e senza trattare. Nessuno lo fa. E la richiesta di restituire una somma è il cuore della truffa: quel bonifico in entrata verrà revocato, quello in uscita no.

La regola. Non si restituisce mai denaro a chi ti ha appena pagato. Non si consegna il veicolo a un trasportatore prima dell'accredito.

4. L'acconto e la sparizione

Come funziona. Lascia un piccolo acconto per «bloccare» l'auto e ti chiede di togliere l'annuncio. Passano due settimane, tu hai rifiutato altri contatti, e a quel punto ricompare chiedendo uno sconto pesante — oppure sparisce.

Come si riconosce. L'acconto è sproporzionatamente piccolo rispetto al valore dell'auto, e chi lo versa vuole subito l'annuncio offline.

La regola. Un acconto vale se è una cifra seria e se è scritto: quanto, entro quando si conclude, cosa succede se non si conclude. E l'annuncio si toglie alla firma, non all'acconto.

5. La permuta con un veicolo che non è libero

Come funziona. Ti propone uno scambio, con conguaglio a tuo favore. Il suo veicolo però ha un fermo amministrativo, un'ipoteca, o è ancora gravato da un finanziamento. Te ne accorgi quando provi a rivenderlo.

Come si riconosce. Solo con una visura al PRA sul veicolo che stai per accettare. Costa pochi euro.

La regola. Nessuna permuta senza visura, mai. Vale anche fra conoscenti.

6. La prova su strada che non torna

Come funziona. Chiede di provare l'auto da solo, «giusto un giro». Oppure si presenta in due e uno ti distrae. L'auto non torna, o tornano solo i problemi.

Come si riconosce. Insiste per provarla senza di te, o non vuole lasciare un documento.

La regola. Si sale insieme. Prima della prova, fotocopia o foto del documento e della patente, e il documento originale resta con te fino al rientro.

Le tre regole che neutralizzano quasi tutto

  1. Il denaro prima delle chiavi. Sempre, senza eccezioni, anche con chi ti sembra perbene. Soprattutto con chi ti sembra perbene: è il profilo che i truffatori curano di più.
  2. La verifica dove conta. L'assegno alla banca emittente, il bonifico sul tuo saldo. Non su un telefono.
  3. Il passaggio di proprietà contestuale. Stesso giorno del pagamento e della consegna. Finché non è trascritto, per lo Stato l'auto è ancora tua.

Se è già successo

Denuncia subito a Polizia o Carabinieri, con tutto quello che hai: annuncio, messaggi, contabile, documenti, targa. Avvisa la tua banca lo stesso giorno se c'è di mezzo un assegno o un bonifico. Non aspettare qualche giorno «per vedere se si risolve»: le prime ore sono quelle in cui qualcosa si può ancora bloccare.