La regola è una sola: un intervento conviene se il compratore lo nota e se costa meno di quanto ti farebbe scontare non farlo. Tutto il resto sono soldi che non rivedi. Chi vende un'auto tende a fare due errori opposti. C'è chi non fa niente e la porta com'è, sperando che non si noti. E c'è chi spende centinaia di euro in riparazioni convinto di rientrarci, senza rientrarci mai.
Sotto trovi gli interventi divisi in tre gruppi, senza cifre: i prezzi cambiano troppo da officina a officina e da città a città perché una cifra scritta qui abbia senso. Quello che non cambia è il rapporto fra quanto spendi e quanto recuperi.
Conviene quasi sempre
Il lavaggio, dentro e fuori. Non l'autolavaggio a rullo: un lavaggio fatto bene, con gli interni aspirati, le plastiche pulite, i vetri senza aloni e il bagagliaio vuoto. È l'intervento con il ritorno più alto in assoluto, e costa quanto un pieno. Un'auto sporca comunica una cosa sola: che non è stata curata nemmeno sotto il cofano.
Togliere il tuo odore. Fumo, cane, deodoranti forti. Chi sale se ne accorge nei primi tre secondi e non te lo dirà mai: farà una faccia e chiederà uno sconto per un motivo diverso. Se hai fumato in auto, serve una sanificazione vera, non un alberello.
I fanali opachi. Costano poco da lucidare e cambiano la faccia dell'auto più di quanto immagini.
La spia accesa sul cruscotto. Va spenta, e va spenta risolvendo il problema. Una spia accesa non fa scontare il costo della riparazione: fa scappare il compratore, perché non sa quanto gli costerà.
Le gomme, se sono sotto il limite. Non per farle nuove: per non farsi bloccare la trattativa. Un treno al limite legale è un argomento che il compratore userà, e ti costerà più del treno.
I documenti in ordine. Libretto, certificato di proprietà, tagliandi, fatture degli interventi importanti, doppie chiavi. Non costano niente e valgono moltissimo: una cartellina ordinata dice che l'auto è stata seguita, e sposta il prezzo più di una carrozzeria rifatta.
Dipende
Il tagliando in scadenza. Se scade fra poco, farlo può avere senso: è una spesa contenuta e toglie un argomento di trattativa. Se è appena stato fatto, tieni la fattura in vista.
La revisione. Se scade entro pochi mesi, farla prima aiuta: chi compra sa di avere tempo e non deve preventivare una spesa immediata.
I piccoli graffi. Un ritocco fatto bene su un graffio isolato può convenire. Un ritocco fatto male si vede, e il compratore si chiede cos'altro è stato ritoccato male.
La batteria. Se l'auto parte a fatica, cambiarla conviene: è la prima cosa che si prova, e un avviamento stanco fa pensare a un'auto ferma da mesi.
Quasi mai conviene
La verniciatura di un pannello. Una riparazione di carrozzeria costa quasi sempre più dello sconto che il compratore chiederebbe per quel difetto. E lascia una traccia: chi controlla lo spessore della vernice se ne accorge, e a quel punto sospetta un incidente che non c'è mai stato.
Sostituire componenti importanti su un'auto di valore basso. Frizione, distribuzione, climatizzatore: su un'auto che vale poco, la spesa non rientra. Meglio dichiarare il difetto e trattare sul prezzo in modo trasparente.
Cerchi, assetto, accessori. Quello che piace a te non è quello che paga il mercato. I cerchi in lega aftermarket riducono la platea invece di allargarla: se hai i cerchi originali in garage, rimettili.
Il «pieno di benzina per fare bella figura». Non lo nota nessuno, e non entra nel prezzo.
Le fotografie contano più di tutto il resto
Un'auto preparata bene e fotografata male vale meno di un'auto normale fotografata bene. Cinque regole che valgono per tutte:
- Luce del mattino o del tardo pomeriggio. Il sole a picco crea riflessi che nascondono la carrozzeria, e chi guarda pensa che tu voglia nascondere qualcosa
- Sfondo neutro e vuoto. Un piazzale, un muro. Non il cortile con i bidoni e la bicicletta dei bambini
- Le sei foto che servono: tre quarti anteriore, tre quarti posteriore, interni dal lato guida, cruscotto acceso con il contachilometri leggibile, bagagliaio, motore
- Fotografa anche i difetti. Il graffio mostrato in foto non fa perdere il compratore: fa arrivare quello che l'ha già accettato, e toglie la trattativa in cortile
- Niente filtri. Chi arriva a vedere un'auto che dal vivo è diversa dalle foto se ne va prima ancora di provarla
Il consiglio più difficile da accettare
Se l'auto ha un difetto grosso, il modo più veloce per venderla non è nasconderlo: è scriverlo nell'annuncio e togliere dal prezzo quello che costa ripararlo.
Chi nasconde un difetto raccoglie appuntamenti che finiscono male, perde settimane e alla fine sconta comunque — solo dopo aver fatto arrabbiare cinque persone. Chi lo dichiara riceve meno chiamate, ma sono chiamate di gente che viene sapendo cosa troverà.